Il Pesco Nano

Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosaceae.

Originario della Cina, dove fu considerato simbolo d’immortalità, e i cui fiori sono stati celebrati da poeti, pittori e cantanti. Dall’oriente il pesco giunse in Persia da dove giunse in Europa; dalla Persia deriva quindi il nome della specie, con significato di “della Persia”.  Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo.

 

Le varietà:
Sui nostri balconi o terrazzi è possibile coltivare le specie nane studiate appositamente per la coltivazione in vaso.
Esigenze climatiche:
Per trovarsi a suo agio il pesco deve vivere in zone caratterizzate da un clima invernale non troppo rigido, durante l’inverno coprite il vostro pesco con un velo di tnt in modo da essere riparato dal vento.
Coltivazione:
Terreno di medio impasto, fresco ma assolutamente privo di ristagni d’acqua, queste sono le caratteristiche principali da tenere bene a mente.
Le irrigazioni devono essere regolari durante la stagione calda e le concimazioni devono essere ricche di azoto e potassio.
Raccolto e Impiego:
Potremo raccogliere le nostre pesche nel periodo che va da giugno a fine agosto.
La pesca viene impiegata per fare succhi, marmellate e anche dolci, può inoltre essere consumata, sempre come dessert, con vino, zucchero e qualche goccia di limone.
Benefici:
Le pesche contengono le vitamine A, B, C, E e K, contribuiscono a migliorare la vista, fortificano il nostro sistema immunitario, sono antiossidanti e proteggono i globuli rossi, inoltre svolgono un ruolo determinante nel processo di coagulazione del sangue. Infine, con la vitamina B, la pesca è essenziale per il controllo del matabolismo e per la salute delle nostre cellule nervose.

 

Note e Consigli:
Il pesco è una pianta autoimpollinante perciò ha una percentuale di allegagione elevata, che segue di norma a un’abbondante fioritura. Allo scopo di ottenere frutti di pezzatura adeguata è in genere necessario eseguire un diradamento in modo da avere un rapporto equilibrato fra numero dei frutti e vigore vegetativo della pianta. Un eccessivo numero di pesche porta alla formazione di frutti piccoli, poveri di zuccheri e poco saporiti.
La bolla del pesco è la malattia più importante che affligge la pianta per i danni irreversibili che arreca alle foglie che, dopo lo sviluppo del fungo su di esse, seccano e cadono a terra impoverendo o azzerando la produzione di frutti.
Prevenzione deve essere la parola d’ordine per non incorrere in questo fungo e l’infuso di equiseto fa al caso vostro 😉

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